Priolo. Furto di rame, i Carabinieri sorprendono un 48enne: aveva prelevato un quintale di oro rosso

Arresto in flagranza di furto aggravato per Salvatore Moscuzza, 48enne siracusano già noto alle forze di polizia. I carabinieri di Priolo lo hanno sorpreso mentre era intento ad asportare una grossa porzione di cavo in rame prelevato da un pozzetto della ditta “Si.Te.Co”, nella zona industriale. Un quintale di oro “rosso” già ammassato su un suo mezzo. E’ stato posto ai arresti domiciliari.




Volley, B1. L'Holimpia studia lo sgambetto al Cutrofiano

La vittoria nello scontro diretto con la Volley Group Roma ha ricaricato le batterie dell’Holimpia Siracusa. Con l’umore su, proveranno a dar fastidio sabato alle 18 ala Palakradina alle più quotate leccesi del Cutrofiano. La quarta forza del torneo parte con i favori del pronostico, ma le siracusane (penultime) confidano in un colpo di coda.
“Proveremo a metterle in difficoltà in ricezione”, spiega il coach, Santino Sciacca. “Comunque ce la giocheremo con più tranquillità rispetto a loro anche perché avremo ben poco da perdere in questa partita. Quel che conta – ha proseguito – è che le ragazze stanno mostrando umiltà e voglia di apprendere, cercando di mettere sempre in pratica tutto quello che chiedo loro. Anche contro Cutrofiano, nei momenti di gara in cui sarà possibile, proveremo ad imporre il nostro gioco”.
Qualche preoccupazione perle condizioni della centrale brasiliana Adriane Matte che ha svolto differenziato. Sta cercando di recuperare da uno stiramento al quadricipite, che la tormenta ormai da un paio di settimane. “E’ una giocatrice importante, difficile farne a meno – ha concluso Sciacca – Se proprio non dovesse farcela, ci sarebbe Lidia Drago che, così come a Roma nel quarto set, verrebbe adattata in un ruolo non suo, visto che lei è una posto. Mi auguro però di poter disporre pienamente della Matte”.




Rosy Bindi e l'Antimafia a Siracusa: "in questa provincia c'è della criminalità non mafiosa ma che usa metodi mafiosi"

“La mafia è tutt’altro che sconfitta, nonostante l’impegno di tutti. Però appare indebolita”. Sono le parole con il presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi, comincia il suo incontro con i giornalisti al termine della giornata siracusana. Diversi incontri, in via Roma, con il prefetto Gradone, i rappresentanti delle forze dell’ordine, magistrati e sindacati.
“In questa provincia c’è della criminalità non mafiosa ma che opera utilizzando metodi tipicamente mafiosi”, ha spiegato la Bindi. Che ha invitato tutti a prestare massima attenzione “verso i settori più delicati: appalti, amministrazioni locali, immigrazione”.




La morte del piccolo Mattia, la lettera di una mamma siracusana: "noi che viviamo in bilico"

Il suo nome è Francesca, ma lei preferisce presentarsi come la mamma di Aurora. Una bimba nata prematuramente alla 28esima settimana a Siracusa, ricoverata per 4 mesi in terapia intensiva neonatale. E’ la presidentessa dell’associazione Pi.Gi.tin (Piccoli Giganti in TIN”), che si occupa proprio di sostenere le famiglie dei piccoli nati prematuri e ricoverati nel reparto.
Scossa dalle ultime notizie di cronaca, con i casi dei piccoli Nicole e poi Mattia, ha deciso di prendere carta e penna per scrivere una lettera alla mamma del piccolo Mattia, peraltro venuto alla luce proprio a Siracusa.
“Sono una mamma prematura che capisce il dolore di un’altra mamma prematura. Che sa leggere in tutto questo la sofferenza, i dubbi, i sensi di colpa, il bisogno di un perché. Così mi unisco al dolore di questa famiglia ed offro, anche a nome dell’associazione, totale disponibilità nel caso in cui volessero parlare con chi li può capire”, racconta Francesca.
“Partendo dalla mia esperienza, ho cercato di chiarire che ciò che è accaduto al piccolo Mattia, per quanto straziante e sconvolgente sia, è connesso alla prematurità, è molto frequente in bimbi di quell’età gestazionale e non legato alla malasanità. Inoltre, ci tenevo a far sapere che il personale sanitario del nostro reparto è vicino alle famiglie e ai bambini, che l’opinione di tantissimi genitori, sia che i bimbi ce l’abbiano fatta, sia che siano volati in cielo, è assolutamente positiva. Il lavoro di medici, infermieri e collaboratori tutti, è davvero importante per tutti noi e sentir parlare di loro come degli orchi ferisce”.
Questo il testo integrale della lettera:
La morte di un figlio è uno degli eventi più innaturali che possano esistere. Un dolore talmente profondo e lacerante che non esistono parole in grado di esprimerlo. E quando questo dolore riguarda dei genitori che ancora non sono diventati tali a tutti gli effetti, quando riguarda un bimbo che non ha avuto nemmeno il primo contatto con il mondo, allora capire perché questo sia accaduto è spesso l’unico appiglio alla vita che rimane. Il 10% dei bambini nasce prematuro, le statistiche parlano chiaro, ma il mondo sembra ignorarlo, forse per paura di “attirare la cattiva sorte” o forse per rasserenare le donne in dolce attesa, ma la natura di tutto questo non si preoccupa, fa il suo corso.
E così, con alle spalle questa “beata ignoranza”, per me affrontare la prematurità è stato ancora più difficile. Mi aspettavo una bimba che dovesse soltanto crescere, un piccolissimo neonato, paffuto e sorridente… Nulla di più lontano dalla realtà. Un corpicino rinsecchito, senza grasso corporeo, ansimante, grigio, con una pelle così sottile da non tollerare il minimo contatto, ma già segnata dalle tante cicatrici che le terapie lasciano… Un giorno chiesi ad un medico: “perché mia figlia ha 2 flebo?” Mi sentii rispondere: “Signora, meno male che le ha, altrimenti sarebbe all’obitorio!” Sul momento rimasi molto scossa, ma pochi giorni dopo, quando la bimba accanto a lei morì per colpa della NEC, capii cosa intendeva…
Si dice che l’esperienza si fa col tempo, ma, entrando in un reparto di terapia intensiva neonatale, impari immediatamente che tuo figlio sta lottando contro la morte, ogni minuto della sua esistenza. I medici sono chiari a riguardo, non hanno peli sulla lingua e, spesso, peccano anche in delicatezza, ma in fin dei conti, dillo come vuoi, è la pura verità: di prematurità si muore. La seconda cosa che impari, perché te lo insegna tuo figlio stesso, è che sei su un ottovolante: un giorno toccavo il cielo con un dito, me la immaginavo già tra le mie braccia, tanto che una volta son corsa a casa a sistemare la culla che, per scaramanzia, avevo aspettato a montare…, il giorno dopo l’ho trovata nuovamente intubata, grigia, con quel dannato monitor che lampeggiava continuamente e sembrava ricordarmi, semmai lo avessi dimenticato, che il suo corpicino era stanco e poteva mollare da un momento all’altro. Erano già passati 2 mesi e mezzo e lei era ancora lì, in bilico tra la vita e la morte… Intanto, fuori tutti quelli che mi incontravano mi rassicuravano: “Sai il mio vicino di casa è nato prematuro, adesso è un ragazzone alto alto!”…ma a me del peso importava poco, volevo solo che respirasse! Ma loro non sapevano e non potevano capire… così abbozzavo un sorriso, con la morte nel cuore, e andavo avanti… Man mano ho iniziato ad imparare nuovi termini, soprattutto tanti acronimi che, nella maggior parte dei casi, sono le patologie che mia figlia, in quanto prematura, avrebbe potuto sviluppare (portandomi a far parte di un gruppo sempre più esiguo di “fortunati”), ma anche tanti termini tecnici, al punto che ho iniziato a dare spiegazioni agli altri genitori impauriti che si trovavano accanto a me dietro quel vetro. Nonostante la drammatica situazione, ho avuto la fortuna di vivere una fase di transizione dell’UTIN di Siracusa: il passaggio ad un nuovo primario che era un po’ meno restio alla “marsupio-terapia”. Finalmente anche io potevo fare qualcosa per mia figlia! Iniziavo a sentirmi utile, iniziavo a sentirmi mamma! Così, un pomeriggio, finalmente le porte del reparto si son aperte e sono entrata a contatto con la mia bimba, ma anche con quelle che, fino ad allora, erano solo delle sagome al fianco di mia figlia al posto mio… e dal mio angolino, tra le lacrime, ho iniziato a studiarle, a conoscerle, a capire cosa facevano, come facevano a restare tranquille quando suonava l’allarme… e mi son accorta che sono umane, che la loro tranquillità è fasulla, nascosta dietro un muro trasparente; le ho viste piangere, ridere, correre, tremare, star male, arrabbiarsi… Sono entrata a far parte di un gruppo che non sapevo nemmeno esistesse, capivo quello che dicevano, ci comprendevamo con uno sguardo… Un’esperienza che non avrei mai voluto acquisire, ma, volente o nolente, l’ho fatta.
In quei 4 mesi lì dentro, ho visto tanti bimbi arrivare e tanti andar via, chi dalla porta, chi con gli angeli, tutti trattati con la stessa cura e delicatezza, con lo stesso affetto e la stessa partecipazione, ma ognuno con la propria storia e il proprio destino… Il nostro finale è stato molto diverso, ma l’esperienza della prematurità ha lasciato in entrambe un segno indelebile. Avrei voluto esser lì per te, avrei voluto parlarti, raccontarti la mia esperienza, ascoltare i tuoi dubbi, confrontarci, farti conoscere altre “mamme di cielo” che avrebbero saputo parlarti e capirti meglio di me. Ma farti vedere anche quello che di bello quel reparto e quei medici fanno ogni giorno. Dirti che l’UTIN non è solo dolore, ma anche speranza, conforto, sostegno. Tutto questo non è successo, ed è il mio rammarico. Tra di noi non c’è stato il tavolino di un bar, ma soltanto i media… E attraverso i media ti dico: quando te la senti, ti aspetto al bar.




Siracusa. Un supermercato vendeva alimenti scaduti spacciati per freschi. Sigilli a panificio abusivo

La Guardia di Finanza di Siracusa, ha individuato un supermercato di viale Scala Greca che vendeva ad ignari clienti prodotti scaduti spacciandoli per freschi.
Sequestrati oltre 4.000 prodotti preconfezionati scaduti e 1.000 chili di surgelati e derivati della macellazione.
All’interno del supermercato, la presenza di un banco per la vendita del pane ha insospettito i finanzieri che hanno esteso il controllo ai garage del seminterrato. Qui hanno avuto una nuova sorpresa: allestito un panificio completamente abusivo.
Nel laboratorio di panificazione venivano utilizzate materie prime scadenti, lavorate senza il minimo rispetto delle corrette procedure di conservazione. Sono stati sequestrati oltre
500 chilogrammi di pane e suoi derivati. Le pareti dei locali erano annerite da fuliggine, i tavoli in ferro ricoperti da ruggine, le celle frigorifero maleodoranti ed ammuffite, nella totale assenza di pulizia. Nel corso del controllo, inoltre, è stato individuato un lavoratore in nero.
Denunciato il titolare, un trentenne di origini catanesi.




Calcio, Serie D. Noto, si rafforza la società: nuovi soci per il presidente Zani

Nuovi dirigenti per il Noto. Entrano in società Giuseppe Cannazza, Giuseppe Spina, Francesco Musso e Daniele Cordeschi.
Nel corso dell’ultima riunione dei dirigenti è stato approvato l’ingresso dei nuovi componenti, già inseriti in organico all’inizio della stagione e che tornano a ricoprire ruoli di vertice all’interno dello staff societario.
Il presidente Graziano Zani ha conferito l’incarico di vicepresidente a Giuseppe Cannazza, quello di segretario a Giuseppe Spina, Francesco Musso è il direttore generale e Daniele Cordeschi consigliere.




Siracusa. La protesta ad alta quota di un imprenditore: su di un traliccio in via Lido Sacramento

E’ sceso poco dopo le 9.30 l’imprenditore siracusano che questa mattina si era arrampicato per protesta su di un traliccio all’interno del cantiere per la costruzione della nuova rotonda di via Lido Sacramento. Si chiama Antonio Campione, 63 anni. Alla base della sua clamorosa azione ci sarebbe la chiusura della via, resasi necessaria proprio per concludere i lavori di realizzazione della nuova opera viaria.
Ma quel cantiere gli avrebbe precluso la possibilità di accedere ai vicini terreni sui quali svolge la sua attività imprenditoriale. Chiede che gli venga liberato l’accesso in modo da poter liberamente operare anche con i suoi mezzi.
Ieri era stato ricevuto dal comandante della Polizia Municipale, Salvo Correnti, al quale aveva espresso tutta la sua frustrazione per la vicenda. Immediatamente, dagli uffici di via del Porto Grande, si sono messi in moto per contattare Anas – committente dell’opera – per una soluzione. Poi, questa mattina, il gesto clamoroso.
Sul posto è arrivato proprio Correnti che ha avviato una discussione con Campione per convincerlo a scendere. Intanto, per motivi di ordine pubblico, sono state temporaneamente sospesi i lavori nell’area.
La garanzia di un incontro lunedì con i tecnici Anas ha convinto l’imprenditore a desistere dalla sua protesta. Una volta sceso, è stato accompagnato in ospedale per i controlli del caso.




Siracusa. Tamponamento a catena e un suv si "alza" da terra. Traffico rallentato in direzione nord

A non rispettare la distanza di sicurezza succede anche questo. Siamo in viale Scala Greca, a pochi metri dal viadotto di Targia. Qualcuno frena, forse in maniera improvvisa, e tre auto si “toccano”. In mezzo finisce un Land Rover che si ritrova rialzato da terra. La Focus station wagon non riesce, infatti, a fermarsi in tempo e si infila con l’avantreno sotto il suv. Nessun ferito ma la scena finale ha sorpreso non poco passanti e residenti. Traffico rallentato in direzione nord.




Siracusa. Siracusa Risorse: incontro sindacato-dirigenza. "Risposte insufficienti"

Richiesto a gran voce, oggi c’è stato l’incontro tra la Filcams Cgil e la dirigenza di Siracusa Risorse. Il sindacato, insieme ai 104 lavoratori, chiede garanzie per il futuro visto che dopo marzo non ci sarebbero più fondi disponibili per la società partecipata della ex Provincia Regionale.
All’incontro non c’era il commissario Rosaria Barresi, assenza segnalata con fastidio dalla Filcams. C’era, invece, l’amministratore delegato di Siracusa Risorse, Carmelo Fileti. Ha spiegato che si sta seguendo con attenzione l’iter della legge in discussione in prima commissione all’Ars sulle partecipate; ha poi assicurato che – sulla base di notizie assunte dalla ex Provincia – “non dovrebbero essere problemi per quanto attiene la copertura economica fino a giugno 2015”, sottolinenando l’essenzialità strategica della società in house e che la trasformazione del contratto da supporto all’ente ad affidatario di servizio è quasi completato.
Per Stefano Gugliotta, segretario della Filcams Cgil, “Le risposte sono insufficienti. Troppi condizionali. Senza alcun provvedimento quale poteva essere l’emanazione di una determina che desse certezza almeno fino a giugno, i buoni propositi sono e restano solo parole che non possono dare serenità ai lavoratori. Da domani ci adopereremo perché il papocchio di Crocetta sulle provincie regionali non diventi per i lavoratori delle società in house una condanna a morte. Pronti a chiamare i lavoratori ancora una volta alla lotta per rivendicare il diritto ad un futuro con la società in house”.




Siracusa. Torna a suonare l'organo della Cattedrale. Presto tornerà al suo posto al Duomo

Ancora dieci o dodici mesi al massimo e il restauro dell’organo della Cattedrale sarà completato. I lavori sono in corso da circa un anno e mezzo, nel laboratorio allestito nei locali della curia. Un’operazione non semplice, visto che lo strumento è stato smontato e restaurato pezzo per pezzo e adesso andrà nuovamente rimontato all’interno del Duomo. Come ha spiegato il vicario generale dell’Arcidiocesi, monsignor Sebastiano Amenta, si tratta di un organo unico per il territorio siracusano “con le suo 2308 canne e i vari registri”. Il restauro si è reso necessario perchè da 30 anni l’organo non suonava più. “Tre le fonti di finanziamento”, ha ricordato. La principale, quella regionale con i Beni Culturali che hanno erodato più di 168mila euro con assessore la siracusana Maria Rita Sgarlata. Poi la Conferenza Episcopale Italiana quindi le risorse ottenute con lo sbigliettamento turistico dell’ingresso in Cattedrale.