Eni Versalis, schiarita su Priolo. “Piena tutela dell’occupazione e continuità produttiva”

Eni ha confermato i piani di investimento e rilancio degli impianti Versalis – anche Priolo e Ragusa – attraverso lo sviluppo dei nuovi progetti da 2 miliardi di euro (900mila solo a Priolo, ndr). E nel corso di un confronto con Femca Cisl e Uiltec Uil diventano esplicite le garanzie occupazionali, in previsione della fermata del cracking. “Lo stop è necessario al fine di ridurre le ingenti e costanti perdite causate da una crisi strutturale e irreversibile del settore a livello europeo e consentire lo sviluppo dei nuovi progetti”, ha riferito un portavoce di Eni.
Sono definitivi “significativi” i passi avanti anche dai rappresentanti sindacali. “A Priolo, il piano industriale assicura la continuità delle lavorazioni attraverso l’importazione di materie prime, evitando interruzioni della produzione e rafforzando la competitività del sito”, spiega Sandro Tripoli della Femca Cisl. “Il piano industriale presentato da Versalis assicura la piena tutela dell’occupazione diretta e dell’indotto, la continuità produttiva dei siti e il massimo coinvolgimento dei lavoratori nelle nuove attività. La Femca Cisl ha inoltre ottenuto l’impegno dell’azienda ad avviare un confronto su Premio Presenza e organici, a sottoscrivere un protocollo con istituzioni e stakeholder per garantire trasparenza e monitoraggio sugli investimenti e a garantire percorsi di formazione e riqualificazione per tutti i lavoratori coinvolti”. Quanto al futuro prossimo, “verranno realizzati due investimenti strategici con la costruzione di una bioraffineria da 500 KT/anno per la produzione di biocarburanti di nuova generazione e di un impianto di riciclo chimico delle plastiche con tecnologia HOOP che posizionerà il sito tra i più innovativi del settore generando un impatto positivo sull’intera filiera e garantendo occupazione stabile”. Anche il sito di Ragusa sarà al centro della trasformazione industriale, con la creazione di un agri-hub per la raccolta di oli destinati alle bioraffinerie di Priolo e Gela, un centro avanzato per il riciclo delle plastiche, un polo di formazione per la manutenzione e la sicurezza e un acceleratore per start-up nel settore chimico. “Questa evoluzione permetterà di valorizzare le competenze professionali dei lavoratori garantendo stabilità occupazionale e nuove opportunità di crescita”, aggiunge ancora Tripoli.
Soddisfatta anche la Uiltec Sicilia, rappresentata all’incontro dal segretario Andrea Bottaro. “La firma del verbale di incontro per la riconversione dei siti di Priolo, Ragusa e Brindisi rappresenta un passo fondamentale per superare la fase di stallo che finora ha impedito un’analisi approfondita dei progetti. È essenziale comprendere la reale funzionalità e prospettiva del piano di riconversione. Auspichiamo che si giunga al più presto alla firma di un protocollo con il governo, così da ottenere garanzie occupazionali e certezze sui tempi, in particolare per quanto riguarda la fase autorizzativa. Solo successivamente – prosegue – sarà possibile approfondire gli impatti a livello locale, valutando le conseguenze sulle produzioni connesse al sito di Priolo e assicurando la tutela dell’occupazione nell’indotto dei due siti siciliani”.
Per la Uiltec è indispensabile lavorare a un progetto di riconversione sostenibile, “poichè la produzione di etilene e polietilene in Italia non garantisce più la sostenibilità economica e, di conseguenza, la stabilità occupazionale. Si tratta di un processo delicato, che richiede attenzione e responsabilità da parte di tutti. Vigileremo affinché non si verifichino speculazioni ai danni dei lavoratori, sia diretti che dell’indotto”.
Non ha sottoscritto il verbale la Cgil, in posizione fortemente critica verso il piano Eni e la dismissione della chimica di base in Italia.