L’omicidio di Sara, Noto sgomenta dopo il fermo di Stefano Argentino

 L’omicidio di Sara, Noto sgomenta dopo il fermo di Stefano Argentino

Sgomento e incredulità a Noto dopo il fermo del 27enne Stefano Argentino, sospettato di aver ucciso a Messina la studentessa Sara Campanella. Sono stati i Carabinieri del comando provinciale di Siracusa a rintracciarlo nella notte in un’abitazione della cittadina barocca ed a condurlo quindi nella città dello Stretto. Secondo l’accusa, si sarebbe dato alla fuga rientrando nel suo paese di origine, subito dopo essersi allontanato dal luogo dell’aggressione. Ma alcune testimonianze e le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza della zona avrebbero permesso ai Carabinieri di indirizzare subito le ricerche.
A Noto, i conoscenti lo descrivono come il classico bravo ragazzo. Il papà operaio edile, la mamma saltuariamente impegnata in lavori a tempo. Tutto per assicurare ai figli – Stefano ed il fratello – tutto il necessario per realizzarsi nella vita, con quella cultura del sacrificio che è propria dei genitori. Unica distrazione, l’associazione sbandieratori di Noto a cui entrambi erano iscritti. L’ex sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, conosce la famiglia del ragazzo e fatica a trovare parole per commentare queste ultime ore. “Gente onesta, con la cultura del lavoro e sempre rispettosi”, racconta. “Il pensiero va alla famiglia della giovane Sara, un dolore straziante per tutti”, aggiunge.
“Non conoscevo direttamente il ragazzo – dice il sindaco di Noto, Corrado Figura – tutta la comunità netina è sconvolta per quanto accaduto ed esprimiamo alla famiglia della giovane vittima tutte le nostre più sentite condoglianze. Il giovane fermato non l’ho mai visto a Noto, presumibilmente frequentava poco la città”.
Stefano e quella vita normale. La scuola, gli amici, lo studio all’università di Messina con l’obiettivo di diventare tecnico di laboratorio biomedico. Proprio in quel corso è avvenuto l’incontro e la conoscenza con Sara. Il procuratore di Messina, D’Amato, ha ricostruito un quadro di “reiterate ed insistite attenzioni” rivoltele nel corso degli ultimi due anni. Attenzioni non corrisposte. Nulla prima d’ora però di carattere violento, tant’è che non era stata presentata alcuna denuncia. Ma Sara ne aveva parlato alle amiche, in diverse occasioni.
Da una prima ricostruzione dei fatti, Argentino avrebbe deciso di seguire la giovane studentessa nei pressi del Policlinico. Avrebbero poi percorso insieme un breve tratto di strada, lungo viale Gazzi. Arrivati nei pressi del distributore di benzina, verosimilmente dopo una discussione, l’avrebbe accoltellata per poi allontanarsi velocemente. Sara Campanella è stata raggiunta da due fendenti: al collo ed alla scapola. Trasporta in codice rosso al vicino Policlinico, la ragazza ha perso la vita a causa della gravità delle ferite.
In poche ore, i Carabinieri erano già sulle tracce del sospettato. Decidono di intervenire in fretta, temono possa togliersi la vita. In collaborazione con il Comando provinciale di Siracusa, lo rintracciano a Noto. Il resto è cronaca delle ultime ore.

Foto archivio, Carabinieri a Noto

 

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