Un ‘ponte’ coperto tra Pronto Soccorso e Rianimazione, finger anche per Malattie Infettive

 Un ‘ponte’ coperto tra Pronto Soccorso e Rianimazione, finger anche per Malattie Infettive

Due collegamenti sopraelevati, il primo per unire il Pronto Soccorso al nuovo padiglione che ospita la Rianimazione; il secondo, collegato a Malattie Infettive. Le due “rampe” saranno realizzate all’ospedale Umberto I di Siracusa, per evitare di dover effettuare, come invece accade oggi, alcuni spostamenti, soprattutto di pazienti, in maniera tutt’altro che agevole. Il direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone parla di un lavoro già avviato e di un’opera appaltata dalla precedente struttura commissariale, nell’ambito delle cosiddette opere Covid. Per realizzare il collegamento tra il Pronto Soccorso e Rianimazione è stato necessario tenere conto della zona archeologica su cui la struttura ricade. Niente scavi, quindi, ma due plinti ed una struttura prefabbricata da apporvi. Il principio sarà il medesimo anche per l’altro collegamento da realizzare. Il risultato sarà una sorta di “anello”. Attualmente, nel caso in cui un paziente condotto al Pronto Soccorso dell’ospedale di via Testaferrata abbia la necessità di essere trasferito in Rianimazione, occorre trasportarlo in ambulanza, quindi dall’esterno, nonostante si tratti di strutture l’una ad un passo dall’altra. Non è di certo il sistema ideale, soprattutto considerando che lo spostamento riguarda persone in condizioni particolarmente delicate. “Chiudendo”, invece, il percorso, si scongiureranno situazioni difficoltose e disagi connessi. L’iter burocratico sarebbe stato in buona parte completato, non è ancora preventivabile, tuttavia, una tempistica precisa per il completamento delle due strutture.
Oltre agli aspetti strutturali, intanto, l’Asp lavora alla dotazione di nuove figure specialistiche da inserire nell’organico dell’ospedale, insieme a qualche posto letto a supporto. Impossibile immaginare un Trauma Center all’Umberto I. Caltagirone ha, pertanto, fatto presente la necessità di una deroga, in sede di rimodulazione della rete ospedaliera, per qualche posto letto (da inserire magari in Chirurgia), per Neurochirurgia, Chirurgia toracica e Chirurgia plastica. Tornerebbero di certo utili, soprattutto in casi di emergenza che ancora oggi obbligano i sanitari a disporre trasferimenti fuori provincia.

 

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