Politica, retromarcia Pd per la presidenza ex Provincia. “Non sosterremo Giansiracusa”

 Politica, retromarcia Pd per la presidenza ex Provincia. “Non sosterremo Giansiracusa”

Il Partito Democratico fa un passo indietro e alle elezioni di secondo livello per eleggere il presidente del Libero Consorzio di Siracusa (ex Provincia Regionale) non sosterrà la candidatura di Michelangelo Giansiracusa. Dopo avere inizialmente proposto un sostegno nell’alveo del centrosinistra – definizione respinta dallo stesso Giansiracusa che ha parlato di civici e moderati – adesso il segretario provinciale del Pd ha preso atto della volontà del partito che non collima con la volontà di supportare il progetto che vede all’apice il sindaco di Ferla e capo di gabinetto del sindaco di Siracusa. “Ho proposto di fare alcune verifiche ed esplorazioni con il gruppo di Azione e delle realtà civiche ad esso riconducibili in questa tornata elettorale, avendo preso atto che quel gruppo si orientava verso la candidatura di Michelangelo Giansiracusa. Alla luce del sole, ho verificato una possibile coalizione di centrosinistra in questa particolare tornata elettorale potendo aspirare, nei numeri, a costruire una proposta contendibile e alternativa a quella delle destre. L’esplorazione ha dato esito negativo”, dice oggi il segretario Gerratana.
“Il punto politico che riguarda la nostra riflessione è l’ancoraggio della nostra proposta all’ambito del centrosinistra e in netta alternativa alle destre che oggi governano a Palermo e a Roma. L’ambito politico nel quale i nostri interlocutori hanno manifestato l’intenzione di volersi muovere è quello di una aggregazione senza steccati ideologici che, ovviamente, non possiamo accettare come PD e come forze di centrosinistra”, sterza oggi il segretario del Pd.
Gerratana rivendica la bontà del suo operato. “Il nostro percorso – spiega – ha avuto il merito di chiarire pubblicamente il campo politico che si va delineando, di superare equivoci e ambiguità da parte di tutti. Comprese le forze di destra che ad oggi non hanno ancora comunicato la loro proposta. Capisco che questo metodo di trasparenza sia una novità e che possa pertanto aver generato incomprensioni, specie alla luce dei personalismi che spesso caratterizzano le dinamiche locali e che non c’entrano nulla con il ragionamento politico”.
A votare, il 27 aprile, saranno i sindaci ed i consiglieri comunali della provincia di Siracusa, ciascuno con un peso elettorale parametrato alla popolazione del comune di riferimento. Il Pd disporrebbe di un peso pari circa all’8/9% dei voti, “con la possibilità di conseguire un solo seggio con ragionevole certezza e aspirare a due seggi con il calcolo dei resti, dato il metodo elettorale di imputazione”, illustra ancora il segretario a proposito della particolarità di una simile elezione. “Si tratta di una legge elettorale fortemente distorsiva”, commenta non a torto specie considerando la mancata rappresentanza di forze pure presenti a livello nazionale e regionale.
Il Pd, da solo e senza tradizionali alleati del campo largo, non ha la forza di competere per la presidenza. Motivo per cui “abbiamo provato a costruire una proposta di governo, non già per animo di governismo, ma per costruire l’alternativa in provincia come nel resto del Paese, seguendo le indicazioni della segreteria regionale e nazionale. Lavorare, nelle condizioni date, per costruire l’alternativa alle destre è non solo un nostro diritto, ma soprattutto un nostro dovere”. Operazione, però, che si è infranta sui confini larghi del progetto che ha in Giansiracusa il presidente in pectore.

 

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